Studio per la ristrutturazione di un appartamento nel Parco Ponti

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Dove:

Via Walder, Varese

 

Progetto:

Trestudio di architettura

arch. Rudi Manfrin

 

Superficie commerciale:

200 mq

Linee guida

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Sinergie

 

Siamo convinti che, svolgere il nostro mestiere, oggi, significa - anche - confrontarci con realtà nuove, frutto di dinamiche in continua evoluzione che ci impongono una diversa interpretazione del nostro modo di fare architettura.

Partecipare a questa collaborazione con Reformat ha significato, per noi di Trestudio, attuare questa visione, metterla in pratica, sperimentarla sul campo, renderla concreta.

Sinergie: è il termine che, più di altri, riassume questa collaborazione con i Partner di Reformat, che ridefinisce i confini del nostro mestiere senza snaturarlo ma, anzi, arricchendolo e riattualizzandolo, consentendogli di intraprendere un diverso percorso disciplinare, coerente con un’esigenza del mercato sempre più complessa e variegata.

Affrontare in “solitaria” - come da nostra abitudine – questa diversificazione crescente del mercato, può renderci inadeguati e avulsi al cambiamento in atto.

Questo nuovo modo di affrontare il cambiamento che, nella proposta di Reformat equivale a lavorare in gruppo facendo gruppo, ci concede gli strumenti adatti per offrire un prodotto leggero, efficiente, veloce che, oggi, il mercato ci richiede e che, le strutture tradizionali del nostro settore, faticano ad offrire.

 

Localizzazione

 

Il tema di questo lavoro è un appartamento simplex di 200 mq, posto al quarto piano di una palazzina realizzata agli inizi degli anni ’60 nel Parco Ponti di Varese.

Come i varesini sanno, la lottizzazione del Parco Ponti rappresenta una sorta di luogo esclusivo, trovandosi, al tempo stesso, a due passi dal centro urbano e completamente immersa nel verde dello storico parco appartenente al complesso delle Ville Ponti di Biumo Superiore.

Una lottizzazione che nasce da un atto scellerato come quello che fu il Piano regolatore del 1963, nel quale si prevedevano, per Varese, volumetrie tali da raggiungere una popolazione di circa 800.000 residenti.  Questi indici interessarono anche i parchi storici privati, per i quali vennero rese possibili cubature edificabili fino a 10.000 mc/ha. In forza di questo principio venne realizzata, nel Parco delle Ville Ponti, la palazzina di 5 piani al cui interno si trova l’unità immobiliare oggetto del nostro intervento.

Negli anni a seguire, il venir meno delle assurde logiche di sfruttamento intensivo del suolo a vantaggio di una nascente politica territoriale volta alla salvaguardia e alla preservazione dei valori ambientali, ha reso questo luogo unico, esclusivo ed immodificabile.

L’accesso è presidiato dalla portineria di via Valder, comune a tutto il complesso (completamente recintato), che innalza la percezione del senso di sicurezza e di controllo generale, resa ancora più manifesta dalla presenza della portineria all’interno della palazzina nella quale si trova il nostro appartamento.

 

Il fabbricato esprime una notevole qualità architettonica:

 

• nel disegno dei prospetti, resi dinamici dallo snodo dei due corpi di fabbrica, dall’ordito dei materiali di finitura, dalla sequenza della grandi aperture vetrate e dagli aggetti delle balconate;

 

• nell’eleganza dei suoi spazi di accesso comuni, ampi, luminosi, accurati nella scelta dei materiali di rivestimento;

 

• nella ricerca di un continuo rapporto

visivo con l’ambiente circostante: le vedute sono potenti e infinite, dagli ambiti degli spazi comuni e da quelli interni alle singole unità immobiliari,  si percepisce  un piacevole senso di dominio sul paesaggio circostante fruibile a 360°.

 

All’appartamento si accede attraverso un raffinato duplice sistema di ingressi: il primo, di rappresentanza, attraverso l’atrio principale, enfatizzato dalle grandi vetrate poste lateralmente alla bella facciata rivestita in mosaico verde acqua che incornicia l’elegante portoncino ligneo di ingresso; il secondo, di servizio, giungendo dal vano scala e ascensore secondario, ed immette direttamente allo spazio della cucina attraverso il balcone complementare.

All’interno gli spazi sono organizzati lungo un corridoio centrale che ripartisce i diversi ambienti: dapprima la zona giorno e, successivamente, la zona notte.

In generale, le condizioni degli impianti, delle finiture, dei serramenti, sono tali da rendere necessario un intervento di ristrutturazione completo.

 

Trasformazione

 

Il progetto ridefinisce completamente l’impianto del lay-out originario a vantaggio di una soluzione che interpreta lo spazio in modo sequenziale ripartendolo in tre distinti ambiti funzionali: A) zona giorno, B) zona di servizio, C) zona notte.

Nel primo ambito, si instaura una relazione diretta tra living e cucina che agisce su un doppio registro: da una parte, quello in prossimità dell’ingresso, rappresentativo e scenografico, gode del suggestivo impatto  visivo col paesaggio esterno conseguente all’eliminazione delle pareti che definivano l’atrio/corridoio dell’impianto originale; dall’altra, quello antistante la zona di servizio, funzionale alla fruizione domestica.

La zona giorno si trasforma radicalmente: il soggiorno, grazie all’integrazione col corridoio, aumenta sensibilmente, dando luogo ad uno spazio ampio, potente e spettacolare. Si caratterizza per la presenza delle grandi superfici trasparenti esposte a sud, che inglobano due componenti fondamentali per la qualità spaziale: luce e vista.

La cucina, raddoppia la propria superficie originale, definendo un ambiente moderno, nel quale trovano posto le diverse attività legate alla preparazione e al consumo del cibo.

A cavallo tra la zona giorno e la zona notte, è stato inserito un ambito di servizio, che raccoglie le funzioni dello spogliatoio, del bagno di servizio, della lavanderia. La dislocazione di questo ambito è strategica alla necessità di frapporre uno spazio filtro tra le funzioni del giorno e della notte. Questo ambito, così concepito, rappresenta una sorta di baricentro funzionale  di tutto l’ambiente.

Anche la distribuzione degli impianti segue questo principio: all’ingresso della lavanderia viene destinato un vano per alloggiare tutte le centraline degli impianti elettrici e di controllo; in corrispondenza del ribassamento in cartongesso del plafone tra spogliatoio e lavanderia vengono predisposti gli alloggiamenti degli impianti di ventilazione e condizionamento, le cui canalizzazioni possono liberamente diramarsi in tutti gli ambienti dell’appartamento, lungo il sistema dei ribassamenti dei plafoni in cartongesso.

Anche il terzo ambito funzionale, zona notte, viene radicalmente trasformato. Le soluzioni sono semplici ma efficaci (il corridoio si trasforma in spazio di interscambio tra camere, bagni e spogliatoi/magazzini; gli arredi e le luci artificiali entrano nella struttura muraria adattandola preventivamente; gli spazi cercano suggestione e richiamano modelli condivisi come nella camera matrimoniale che usa il rapporto/sequenza funzionale delle moderne camere di Hotel).

E’ un esempio di casa che offre tanti argomenti di valutazione, di discussione di approfondimento. Una soluzione che, se pur sensibile alle legittime implicazioni estetiche, fonda la propria ragione sulla necessità di dare una risposta funzionale alle questioni abitative, come si evince dallo studio diagrammatico del sistema dei percorsi interni (che definisce la suddivisione dello spazio in funzione della gerarchia delle relazioni interne), dalla razionale organizzazione degli elementi di arredo (che sviluppano circa 20 ml di armadi, 20 ml di contenitori, una lavanderia e una cucina ampiamente attrezzate, ecc.), dalla sapiente disposizione dei ribassamenti in cartongesso,  all’interno dei quali scorrono i canali di distribuzione dell’aria e occultano il sistema delle luci ambiente integrate.

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